Tutta la mia vita è entrata in un cassetto.

Sono fiera di questi traslochi; resta un piccolo spazio soltanto per il cuore,
che sicuramente ho lasciato nelle pieghe di chissà quale pantalone.

La cosa più importante comunque è la mia agenda, mi dico: organizzazione!

Bisogna stare attenti, molto attenti, a non lasciare indietro pezzi in tutto questo trambusto.

Poi la vita ricomincia e io mi sento un po’ Charlie Chaplin in “Tempi Moderni”, finché un giorno o si romperà l’ingranaggio o io stessa diventerò l’ingranaggio.
Come Serafino Gubbio sarò un tutt’uno con la cinepresa e riprenderò la mia vita e il suo scorrere.

Sarà pure la volta buona che metto su “pausa”.

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