Insegnami a non giocare col fuoco,
a non sporcarmi la coscienza,
a non volere tutto e subito.
Insegnami la dolce attesa del domani
e fammi dimenticare l’ansia del tempo che scorre.
Insegnami a distinguere il bene e il male,
il nero dal bianco.
Insegnami a non guardare sempre troppo lontano,
dove quasi arrivo a non vedere,
dove gli occhi sono accecati dal sole.
Insegnami ad apprezzare le piccole cose,
i gesti quotidiani, gli sguardi che ignoro
e i sorrisi che non vedo.
Insegnami, ti prego, ad amare.
A rispettare, a essere fedele,
sempre.
Insegnami l’importanza di un legame
e la forza di una radice.
Insegnami a vedere le cose con il cuore,
a smettere di titubare,
a smettere di far del male.
Insegnami a essere meno dura,
ma più forte,
meno elastica, ma più propensa.
Insegnami la costanza, l’equilibrio,
la leggiadra sospensione su di un filo.
Insegnami tutto quello che non so
e ripetimi quello che già conosco.
E poi dimmi perché.
Dimmi perché, a un certo punto,
diventa sempre “troppo tardi”.
Perché non si deve piangere sul latte versato,
perché questo fiume in piena non inonda tutto e tutti,
e ti riporta da me.

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