Zibaldone

In mano avevo ago e filo e più stringevo le estremità, più avevo l’impressione che quelle che stavo ricucendo fossero le mie ferite. 
Strappi sul tessuto più o meno aperti, metafora di questo mio tempo.
Non si vede il dolore, eppure lo sento srotolarsi tra i fili, lento e immateriale.

Oh, ti immagini se all’improvviso cadesse il cielo?