Caro polline… (o il disagio di un allergico)

Caro polline, ti aspettavo. Durante le prime settimane di aprile vivevo le mie giornate tranquille, serene. Mi godevo i momenti di sole con una gioia – finalmente rinnovata – dopo il lungo e triste inverno. Passeggiavo spensierata tra le lunghe distese di prati, osservavo i fiori, gli alberi, gli uccelli. Tutto era nuovamente spennellato di colori vivaci e intensi e io gioivo di questa rinascita della natura tanto attesa. Poi sei arrivato tu. Hai cominciato a svolazzare nell’aria in maniera innocente, ogni tanto mi hai accarezzato il viso e io ho sorriso. Etciù! Solo un piccolo starnuto e poi sei andato via, qualche altro giorno senza te. Ma poi sei tornato, etciù! etciù! E allora ho capito che stavolta saresti rimasto davvero e che non eri passeggero. Mi sono accorta di te una mattina quando, dopo essermi svegliata, avevo una narice completamente otturata. Ho guardato il cassetto e ho capito che dovevo aprire quella scatola, per forza. “Ebastina è indicata nel trattamento sintomatico di riniti allergiche (stagionali o perenni) associate o meno a congiuntiviti allergiche…”, lo stralcio di una poesia dimenticata e che invece, anche quest’anno, ho dovuto recitare. Eppure, una volta, io stavo bene insieme a te: mi rotolavo nelle distese di campi, raccoglievo fiori per la mamma, mi infilavo margherite nei capelli e passavo il mio tempo all’aria aperta. Mentre tu volavi nel vento, io non mi curavo di te. Poi un giorno ha cominciato a prudermi il palato, poi il naso, poi gli occhi. E mi prudeva, mi prudeva. E io mi grattavo e mi grattavo. Così, ho capito che tra noi era finita. Non avremmo più potuto stare insieme, o meglio, io non potevo più stare dove c’eri anche tu, a meno che tra noi non ci fosse stata anche Ebastina (una volta Cetirizina). Ebastina non è invadente, non mi dà sonnolenza e mi fa starnutire 30 volte al minuto anziché 60. Si prende cura di me durante tutto il periodo in cui ci sei anche tu e, a volte, anche oltre. Io proprio non capisco  perché hai deciso di accanirti contro di me, costringendomi al chiuso quando io vorrei stare all’aperto e obbligandomi a errare con una scorta di fazzoletti e una gocciolina attaccata al naso. Ma devo dirtelo, da quando Ebastina è nella mia vita io sto meglio, anche se, mio malgrado, starei meglio senza te.

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