Campagna VS Città: le vecchine

Tornata in città dopo le vacanze natalizie comincia la mia diatriba interna su dove sia meglio vivere, se in campagna o nella metropoli. Nelle mia rassegna personale sulle differenze, i pro e i contro, alla fine ho trovato quale sia l’elemento che più differenzia le due.E no, non sto parlando del paesaggio ovviamente diverso, né tantomeno dei vantaggi degli spazi verdi, o della comodità dei mezzi pubblici, quello che più mi ha colpita sono state le vecchine.

Le donne anziane delle città sono completamente diverse da quelle di campagna! Sarà che io ricordo nonne e vecchiette d’altri tempi, ma quelle che ho conosciuto nella mia vita sono o erano donne semplici, raramente agghindate, rilassate e sagge, magari parecchio chiacchierone, anzi sicuramente. L’esistenza della donna anziana di campagna ruota intorno (maggiormente) ai nipoti, i figli, la preparazione di cibi da servire o da cedere alla famiglia e la chiesa. Poi magari ci sono le amiche superstiti, il ballo per chi può ancora permetterselo e le brevi passeggiate. Mi ispirano calma, serenità, la gioia di una vita goduta seppure nelle ristrettezze di ogni tipo.
Poi torno qui, in città, e lo scenario si ribalta.
Queste nonne senza nipoti sono vispe e arzille. Non aspettano che sia tu a cedere il posto nei mezzi pubblici, ma te lo chiedono o se lo prendono e basta. Pretendono il massimo rispetto in tutti i luoghi, ma data la veneranda età si sentono giustificate in tutto ciò che fanno: ti passano davanti con gran nonchalance in qualunque tipo di fila, che sia alla posta o al supermercato, e quando tu gli vorresti almeno lanciare un’occhiata fulminante, loro fanno lo sguardo da signora innocente, rannicchiata nel suo cappottino sgualcito di lana e allora tu hai pena e la lasci passare perché potrebbe tirare le cuoia prima di arrivare allo sportello per pagare la bolletta.
E che dire, poi, di quelle donne anziane un po’ sorde, un po’ rintronate, che passano delle ore alle casse facendosi ripetere tutto circa dieci volte e che cercano di intrattenere discorsi amichevoli con gli addetti? Per quanto ti renda triste pensare che non abbiano nessun altro con cui parlare se non un impiegato, non ce la fai proprio a non aver voglia di inveirgli contro.
Un’altra categoria di vivacità senile è rappresentata dalle vecchine in bicicletta. Trovo che loro siano davvero le peggiori che si possano incontrare. Sono coloro che se ti vedono camminare sotto i portici i bici sono in grado di maledirti in qualunque modo alle spalle, invitandoti a vergognarti per ciò che stai facendo, ma la stessa vecchina la ribecchi un’ora dopo sulla sua magnifica Graziella lucidata a nuovo e silenziosissima che sfreccia sotto il portico e ti suona anche col campanello per incitarti a spostarti prima che ti colpisca.
Infine, ce ne sono delle altre che mi ricordano ancora una volta Pirandello e il suo umorismo: le nonne impellicciate.
Quelle lì conservano pelli di mammuth puzzolenti di naftalina che mettono anche se non è poi così freddo e se ne vanno in giro per la città tirate a lucido con rossetto e smalto rosso, borse di pelle equina firmate e tacco alto, ma non troppo. Hanno lo sguardo all’insù come il loro naso e sembrano guardarti dal basso verso l’altro, così quando tu le incontri mentre tenti di fare un trasloco da una città all’altra con le tue valigie pesantissime sapendo benissimo di stare entrando dalla porta sbagliata dell’autobus, loro ti guardano con disprezzo, ma insomma, è inutile farmelo notare sostenendo che i giovani di oggi non sono più quelli di una volta, spostati piuttosto!
Insomma, magari non sembra, ma io le vecchine le adoro. Trovo che siano come un porta-gioielli all’interno del quale sono nascosti mille preziosi monili rappresentati dai ricordi, ma diciamocelo, la furbizia e l’astuzia non hanno età e talvolta si pretende che l’età giustifichi i mezzi, perciò ecco il mio appello: vecchine di tutto il mondo siate gentili e non trasformatevi in streghe da Biancaneve!

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3 pensieri riguardo “Campagna VS Città: le vecchine

  1. Concordo pienamente con te! Purtroppo lavoro il weekend (e fortunatamente solo quello) in un supermercato enorme, e se ne vedono di tutti i colori!
    Tra offese gratuite, pretese di fare perché loro sono anziane (ma quando vogliono sempre pronte a svegliarsi), addirittura certe discussioni alle casse prioritarie, per vedere chi sta più male dell’altra e quindi passare avanti a tutti. Io rimango sempre più sbigottita…e sinceramente non mi stupisco più se i “giovani d’oggi” (come li chiamano loro) sono tutti maleducati. D’altronde la mela non casca mai lontana dall’albero.
    (e in tutto questo non sto affatto facendo di tutta l’erba un fascio…diciamo che è una piccola considerazione)

  2. @Chiara M. Non invidio per niente la tua posizione al supermercato, anzi ammiro la pazienza che sicuramente dovrai avere per poter gestire le mille situazioni improponibili che vengono a crearsi quando c’è troppa gente messa insieme. Ad ogni modo, è ovvio, non generalizziamo, non tutti gli anziani/le anziane sono uguali, ma è anche vero che una grossa parte è omologata dal punto di vista comportamentale….ahinoi!

    @mimmo Hai ragione, questo articolo è un po’ (e inconsciamente voluto) sessista. Questo perché tendenzialmente i “vecchini” fanno meno ‘rumore’ delle loro antagoniste o comunque essendo di sesso opposto c’è probabilmente meno scontro tra di noi. Tuttavia, neanche loro sono esclusi!

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