Perché è difficile vivere con un toscano.

Quando ho conosciuto quello che poi è diventato il mio ragazzo, è stata una dura impresa riuscire a capirlo. Lui non è straniero, anzi, parla benissimo l’italiano, però diciamo che ha dei piccoli difetti all’apparato morfo-fonatorio.

La prima sera che siamo usciti insieme ho capito circa la metà delle cose che mi ha detto e vi giuro che, seduta sul gradino davanti alla biblioteca, il primo a cui ho pensato è stato lui, il più grande: Dante. Ma non aveva passato in rassegna i dialetti per unificarci sotto un unico idioma, l’italiano? Perché qui, invece, parliamo la stessa lingua e comunque non ci capiamo?
Con i giorni che passavano ho cominciato a capire qual era il problema…le sue C erano mute! Per un orecchio abituato alla durezza delle consonanti del sud come il mio, l’assenza di una sola di queste ha scatenato il panico. Dunque, prima cosa da fare: aggiungere una C ad ogni consonante aspirata “la hasa, la hamiSCia, le Hose, l’ahascia…”. Ma non era così semplice, non molto più tardi è arrivato il momento in cui ho capito che anche le T e le D erano aspirate: “hapitho”, “compratho”, “basciatho”. Le cose si complicavano, dunque…aggiungere le C, eliminare l’aspirato.

Cominciavo ad abituarmi, sì, tutto diventava più chiaro.

Un giorno gli telefono per chiedergli cosa sta facendo e lui mi risponde: “do i’cencio”. Dall’altra parte ero impietrita…[cos’è che starà facendo veramente? Glielo richiedo? No, no.] Poi lui continua e dice che c’è un gran ‘bailame’ in casa.
Continuo a non capire, parlo cinque lingue, ma la sua no, è incredibile.
[Amore, ma che hai detto?]
“Un tu sarai miha sorda?” [No, non sono sorda.]
Siamo a casa e a un certo punto mi dice che va a buttare il ‘sudicio‘. Ok, questa è facile, la so, è la spazzatura!
Ci prepariamo per uscire e mi fa: “Sadidandà”? [Quest’è troppo, ma che stai dicendo?] E continua con altre varie perle: “l’è un trojajo”, “‘na sega”, “i’ popone”, “i’ canino”.
Insomma, io sono lì e lo guardo. Per capirlo faccio appello alla mia intuizione, al Treccani, al dizionario toscano che abbiamo in casa, ma quando siamo a tavola con la mamma, il papà, la sorella e la nonna c’è un coro di consonanti aspirate, una moria di C, una ripetizione dei soggetti (tettù, voivvu) e tante, tantissime parole che io non capisco e forme verbali mai sentite. Tutta la mia conoscenza grammaticale evapora, sono sola contro cinque.

Sorrido, sì, sorrido. “Unnè miha forte i’nostro accento”, dicono. No, no, per carità!

Un po’ di tempo ormai è passato, io comincio ad imparare e quando gli dico che è ora di cominciare a pronunciare le consonanti, lui difende il suo toscano-centrismo e se la prende con le mie vocali sostenendo che non ne pronuncio una giusta, da allora abbiamo fatto un patto: io pronuncio le consonanti e lui le vocali.

Essere complementari è una strategia vincente…e non solo in linguistica!


diospero

434 pensieri riguardo “Perché è difficile vivere con un toscano.

  1. e vogliamo parlare dei congiuntivi???
    inoltre aggiungo una chicca … al fidanzatino comasco, in spiaggia “amore passami la passata …” e lui “passata?” … “si per metterla nei capelli” … immaginate a cosa pensava lui ?!!!

  2. vogliamo parlare degli orari? “Un quarto al tocco” ci ho messo anni a capire che ora era 😦 . E poi io mi chiamo Kiki: è im-pro-nun-cia-bi-le!!! 😀

  3. acquaio, sistola, resede, terratetto, tirabusciò, lapis, appuntalapis, avant’ieri, marimettere, incignare, tornare di casa, mettersi a ceccie, stare in collo… sono solo le prime che mi vengono in mente. Dopo 30 anni a Firenze, ancora ne trovo di nuove che non capisco, ogni tanto….

  4. Se ne sente dì tante che par che sia la novella dello stento, tutti a dì che i toscano è difficile. Un’è mia vero! Invece che stà a pettinà l’acciughe basta metticisi di buzzo bono e vedrai che è una bischerata. Certo è anche vero che di quel che c’è un manca niente, eh! Noi in toscana un si frigge mia coll’acqua! Via giù… fai a modino.
    (mwahahahaha!!)

  5. La più bella lingua del mondo, musicale, dolce proprio perché aspira le c…. Rotonda e passionale …. Ne volete più….una toscanaccia doc

  6. Mia moglie foggiana ancora oggi ogni tanto ne sente qualcuna che non conosce, e quest’articolo c’ha fatto sganasciare. Lei s’è sganasciata quando m’ha sentito dire “cheacciei !! ” e ” tu mi fa venire i’ palletiho”… Ma anche quando la mi nonna gli chiese i numero d’i trombaio!!

  7. beh devo dire che sono stata fortunata,l’ho trovato io l’unico toscano fiorentino doc che parlasse in maniera perfetta l’italiano? poi si divertiva anche a parlare vernacolo…penso si dica cosi?

  8. Sono di Lucca.In effetti quando ho lavorato in quel di Prao il primo mese facevo fatica a capire: era tutto un ‘ao ‘ ao bell’e andao, bell’e tornao, insomma …
    gliero rintronao ome la ampana diddomo!

  9. Il mio primo trauma è stato quando un muratore alla fine dei lavori mi ha chiesto una granata. Sospettavo che non volesse una bomba e cercavo di capire che cosa volesse continuando a guardarlo impietrita e con aria ebete. Dopo che me lo ha ripetuto 3 volte, non vedendo nessuna reazione, ha iniziato a mimare risvegliandomi dallo stordimento.. “ah, una scopa!”

  10. 1. adattatevi, son problemi vostri, o barbari sgrammaticati 😀
    2. occhio, quel Dante che hai citato probabilmente parlava un dialetto molto, molto più stretto di quello del tuo ragazzo.

  11. Forse il fiorentino è il più
    italiano ma anche il più esagerato tra i dialetti toscani.. il pisano (come me) e il livornese sono più idiomatici ma anche più comprensibili

    1. sono di Pistoia e lavoro a Firenze da quasi dieci anni; ma il “toni” lo sento ora. Di “Toni” rammento l’ex attaccante della Fiorentina, ora al Verona, ed i tuoni che nella piana pistoia-prato si dicono “toni” per l’appunto.

  12. Dialetto di: Torre del Lago Puccini > fraz. di Viareggio > prov. di Lucca…
    Scepre = siepe
    Acciuccignato = accartocciato
    Curignolo = coniglio

  13. Dunque il tuo ragazzo più che il toscano pare parli il fiorentino. Comunque sui dizionari italiani c’è scritto “toscanismo”, ma mai nessun termine riferito ad altri dialetti perché il toscano non è un dialetto, ma la base dell’italiano.

  14. mitico post!!! Milanese trapiantata a Sanremo ho conosciuto un viareggino con il quale sto da 18 anni, ma siamo al punto che oltre al vocabolario di ogni lingua studiata me ne sono comperata anche uno viareggino-italiano per dimostrargli che tante parole sono comprese solo nella stretta area del suo comune e nemmeno nel resto della Versilia… Inutile dire che lo abbiamo “incignato” subito… Questa parola è italiana ma non l’avevo proprio mai sentita… Insieme potremmo scrivere un libro 🙂

  15. e comunque la cosa più difficile per chi vuole imparare a parlar toscano credo che siano tutte le ” eccezioni ” : si dice una casa , du hase , tre case , quattro hase ….. dieci hase .. e dove c’è la C sembra che ce ne siano almeno quattro 🙂

  16. ATTENZIONE! Il fidanzato ha pronunciato solo parole prettamente di lingua italiana che con un po’ di gnegnero si possono trovare sullo Zanichelli (come pure sullo Zanihelli). Se alla sagace fidanzata avesse detto:”Vitti un crozza”, prbabilmente lei non avrebbe avuto modo nemmeno di preoccuparsi per la circostanza. Se invece le avesse detto:”T’ha tutuntuntac”, le avrebbe evitato di ritrovarsi con i pavimenti di casa terribilmente unti.
    Ciò che assolutamente non ho capito a fine articolo, è lo schema attinente al diospero e al popone. Honi soit qui mal y pense.
    Ma a proposito di diosperi e gente di Toscana, mi ricordo una storiella.
    Due amici toscani, passeggiando in campagna si trovano davanti ad una pianta di diosperi (Diospyros kaki). Uno dice all’altro:
    – Oh Gino, lo sai i’ che succede se tu scuoti un diospero?
    – No, dimmelo!
    – Aahh, tuttii cachi addosso!

    1. Esattamente con diospero tendiamo ad intendere anche lo stesso frutto della pianta “diospero” (anche detto caco quindi). Da qui mettere il diospero accanto al popone: cioè metti il caco accanto al melone arancione. 🙂

  17. O nanni sta all’occhio e unno fare i bischero!!
    Bellina si, tu pari na hahata…
    Vabbè poi il classico che nn se ne pole più quando siamo a giro…
    La strabenedetta hoha hola harda con la cannuccia horta horta!!

  18. E il toni allora?? Quando entrai in un negozio a Lecce e alla commessa chiesi “vorrei un toni da ragazza”, la commessa mi guardò sconvolta…..allora mi corressi sorridendo “vorrei una tuta da ragazza!”

  19. …mah, se uno si sforza a parlare l’Italiano? Ma si sa, anche il Romano non si sforza mica, addirittura anche in televisione. Però quello che mi da fastidio è che, se parlo il dialetto io, sono un cafone (Bergamo ad esempio) mentre voi, c’è di mezzo Dante.

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